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lunedì 2 maggio 2016

trent'anni fa era una giornata di sole


Trent'anni fa era una giornata di sole, calda, una di quelle belle giornate di primavera che qui possono diventare anche roventi, nelle ore centrali. Ma quella no. Era una giornata solare e calma, una giornata come tante altre, in Sicilia in primavera. Una come tante altre che ho vissuto in questi trent'anni, senza di te. 
Trent'anni sono una vita piena, è un lunghissimo periodo fatti di giorni, belli, brutti, allegri, solari, piovosi, arrabbiati, languidi, stancanti, esuberanti e anche noiosi. Mi sono volati tutti tra le dita, e quando penso che tutti insieme compongono trent'anni mi spavento. 
Che cosa è successo in questo lungo tempo? quanti fatti sono stati dovuti in maniera diretta o indiretta alla tua assenza? quanti momenti avrei potuto usare per raccontarti stati d'animo o pensieri o commenti su libri letti. Quante volte avrei potuto andare al cinema con te? 
Chissà dove sarei adesso, e come sarei, se tu non te ne fossi andata. A volte ci penso, non troppo spesso, perché so da me che sono domande inutili a cui non c'è risposta (e se ci fosse sarebbe meglio ignorarla).
Trent'anni, e non sono più la ragazzina di quella mattina, ho appena un anno in più di te a quel momento. Come sarebbe andarmene adesso? Non c'è un giorno che io non me lo chieda, soprattutto da qualche anno, da quando la mia età ha cominciato ad avvicinarsi alla tua di quel momento. Come sarà stato per te? Mi piace pensare che fossi serena, come sempre io ti ho visto (ma chissà se era così davvero, poi...). Ti ho ringraziato ogni giorno per questa capacità che hai avuto sempre, per l'immagine che hai costruito di te, giorno per giorno, in attesa di quel momento che sapevi inevitabile, e ne eri cosciente per via della malattia (ché tutti poi dovremmo saperlo che quel momento prima o dopo ci toccherà ma cerchiamo di pensarci poco e niente). 
Io no, io invece ci ho sempre pensato, e non è che mi faccia poi tanta paura, se non fosse per le persone che restano, ma non sono tanto brava, sai? Non sono come te. Sono collerica e incazzosa, io.
Ecco, mi piace pensare che  tu fossi serena e avessi fiducia (fede??) che noi comunque in qualche modo ce l'avremmo fatta. Ed è così, ce l'abbiamo fatta. In qualche modo, inciampando, qualche volta cadendo rovinosamente per poi rialzarci. Ce l'abbiamo fatta tutti, ciascuno a suo modo, come probabilmente ti aspettavi da noi. Ma non è forse così per tutti poi la vita? Anche senza passare per questa esperienza di lutto, non ci tocca sempre saltare ostacoli, fossi, rovi, lacerarci, curarci le ferite e ricominciare la corsa? non è così per tutti, poi?
Non lo so mamma. Non lo so. E' tutto così complicato a volte. Anche troppo, a volte.
Ma c'è di buono che poi, all'improvviso, mi colpisce un raggio di sole, quasi accecante, pure se è una giornata grigia e ventosa. E allora tutto pare riprendere la giusta dimensione, il respiro si fa più calmo, il magone sparisce, e il sorriso ritorna.
Grazie di esserci ancora.

martedì 21 aprile 2015

21 aprile


Quanti 21 aprile abbiamo festeggiato insieme? Tanti, trentacinque, anche se io ne ricordo molti meno. Ma quando si è giovani si fa presto a dimenticare un compleanno che non è il tuo...
Poi crescendo capisci  quanto è invece importante avere un'occasione per segnare il passare del tempo, per fare festa, per ricordarsi di qualcuno che ti è caro, per riunirsi e dirci che è bello stare ancora insieme. 
Poi gli anni passano, le persone muoiono e restano i giorni, quelle date che si sono sempre ripetute ogni anno nella tua vita. E anche adesso, a distanza da dieci anni, dopo ben dieci anni che non sei più tra noi, continuo a ricordarmi di questo giorno. Un giorno qualunque di primavera, il tuo giorno.
Oggi avresti compiuto 75 anni, chissà come saresti stato. Ogni tanto, quando mi perdo tra i miei pensieri mi piace immaginarti nonno, uno strano nonno saggio e di poche parole, perso a volte nei suoi "lavoretti", sempre attività pratiche ma anche (e forse soprattutto) meditative, che ti distoglievano da tutto il resto. Penso che avresti saputo trovare a tuo modo un canale di comunicazione anche con le nipoti, ma hai avuto troppo poco tempo per poterlo fare. E loro purtroppo troppo poco tempo per conoscerti e volerti bene.
Ma continuo a pensare che anche adesso mi stai sorridendo in quel modo tutto tuo (e che talvolta riconosco anche in me, adesso), quel sorriso senza parole, ma pieno di intensità negli occhi. E anche adesso mi inviteresti a pensare alle sole cose che hanno senso, ad andare al succo.
Non ho imparato la diplomazia, nemmeno in questi dieci anni, continuo a non trattenere ciò che penso davvero, anche quando me lo riprometto. Ma una cosa l'ho imparata: a volermi più bene. E sono sicura che dipenda anche dall'affetto che mi arriva inaspettatamente, e che mi lascia stupita sempre. 
Chissà come si sta adesso, papà, lontano dalle persone che hai amato, ma anche dalle questioni rognose, dai problemi, dai patemi d'animo, dalle incazzature. Chissà se davvero si vive in pace, se è davvero quella la pace.
Buon compleanno papà, per me oggi sarà sempre il tuo giorno!

venerdì 2 maggio 2014

28 anni


Una vita fa. 
Eppure sono trascorsi, giorno dopo giorno, con tutti gli ingredienti possibili, grandi gioie e momenti di grandi dolori. Tu lo sai bene che quanto meno te lo aspetti arriva sempre una sorpresa e qualche volta non è quella che ti sarebbe piaciuta, anzi ti arriva con la velocità di un pugno allo sterno, o di una stilettata che ti lascia senza respiro. Ma poi si riparte, si ricomincia, si prova a mettere un punto e a ripartire. Dimenticando le paure e le angosce, guardando avanti. E quel che sembrava perso, lo si recupera, ogni giorno un pezzo. E quello che si è perso, forse è meglio così.
Quanta roba è passata sotto i ponti in questi 28 anni. Eppure ci sono momenti in cui mi pare ieri, e sento ancora il calore delle carezze, e la dolcezza degli sguardi. Tante volte mi chiedo cosa sarebbe oggi se tu fossi qui, che nonna saresti, che vita faresti. Chissà come sarei io adesso, se tu non te ne fossi mai andata, un giorno di maggio, il due, di 28 anni fa. 
Per questo oggi ho voluto riprendere questa collana, dopo averla ricostruita tutta, pazientemente. Io che pazienza non ne ho mai avuta e che ho dovuto impararla. Ma questo l'ho fatto con piacere perché era tua e ti piaceva. E piace anche a me.
Ciao mamma.

martedì 11 marzo 2014

sulla fragilità dell'esistenza



come foglie al vento...

Oggi avevo voglia di scrivere un altro tipo di post.
Ma mi è arrivata una notizia che non avrei voluto avere: un piccolo bambino, un incidente, una operazione estrema e ora l'attesa.
Quanto è fragile la nostra esistenza su questa terra, quanto fragili siamo noi, nei nostri affetti, nei nostri legami. E nello stesso tempo, quanto importanti sono gli affetti, i legami, la solidarietà, per sostenere il peso dei dolori.