mercoledì 1 ottobre 2014

una lunga estate

Quanta strada nei miei sandali....
quanti nuovi panorami negli ultimi mesi.
Mi sono spostata varie volte dalla mia residenza abituale e mi ha fatto molto bene.
Viaggiare, apprezzare nuove città, nuovi ambienti, nuove opportunità ci rende sempre molto diversi da quello che eravamo in partenza. E io ho visto tanto quest'estate.
Di ogni città mi porto dietro qualcosa. Qualche sensazione, qualche odore, o sapore. Qualche impressione. Qui lascerò solo delle impressioni visuali, delle immagini, perché è cosa nota che ogni immagine porta con sé il ricordo di un momento o una sensazione speciale.

Verona







Vicenza








Ravenna









Ferrara









Cefalù
















Castroreale










Tindari










Bari













Trani





Arrivederci al prossimo viaggio!


martedì 17 giugno 2014

meditare è il sale della vita



E periodicamente torno a rileggere questo brano che mi ha sempre colpito per la sua apparente semplicità, ma racchiude in sé grande saggezza.
Mi aiuta a riflettere ai momenti che vivo, e a renderli "relativi", a restituire loro il giusto peso, proprio quando mi accade di esagerare.
E così mi fa piacere riportarlo anche qui, chissà che la meditazione non possa essere utile anche ad altri, oltre me.

Qoélet, cap. 3

Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?

giovedì 5 giugno 2014

Leggerezza



Sentirsi leggeri come una farfalla, questa è l'idea di leggerezza che ho.
E sorridere alla vita, al sole, all'aria che si riscalda, all'estate che si avvicina.
Guardare avanti e non lasciarsi prendere dalla tristezza, dalla pesantezza, che è sempre lì, in agguato.
E invece cogliere il meglio che la vita ti mette davanti, sorridere alle sorprese, ridere dei propri inciampi, cantare a squarciagola e ricordare sempre a se stessi che è istante ad istante che si vive.
In un battito d'ali.

sabato 24 maggio 2014

il voto europeo: le mie scelte


E finalmente si vota.
Elezioni europee questa volta.
Ho sempre votato e con convinzione a partire dai miei 18 anni. E l'ho sempre fatto per scelta e per dovere civico, per poter dire a me stessa che non avevo mai delegato a nessun altro il difficile incarico di scegliere. Perché sono sempre stata testarda e ho sempre voluto scegliere da me.
E anche questa volta scelgo di farlo, certo non senza qualche dubbio, non acriticamente. D'altra parte non esiste schieramento che non abbia qualche pecca, qualche aspetto che non ci convince, qualche ovvia defaillance. Ma non sono tutti uguali ai miei occhi, che di sinistra sono sempre stata, e sempre sarò.
Il voto, anche europeo, è importante per l'idea che abbiamo della nostro futuro e in questo caso della futura Europa. Perché sappiamo bene quanto poi questo incida e inciderà nella nostra vita quotidiana.
E io che penso che un'altra Europa è possibile, voterò "L'altra europa con Tsipras", non perché credo che sia esente da critiche, ma perché è più vicina di ogni altra alla mia idea di Europa.
Detto questo vorrei dire a tutti che quello che conta è esserci, informarsi bene, interrogarsi, partecipare al dibattito politico perché la politica è ciò che più di tutto influisce sulla nostra vita, sulle nostre scelte quotidiane. E non vi dirò che non importa ciò che scegliete, perché io vorrei che sceglieste bene!
E poi mi piacerebbe tanto anche poter dire ai tanti che in questi ultimi tempi hanno iniziato a fare politica, folgorati sulla via di Damasco, che apprezzo molto il fatto che da persone disinformate e disinteressate vi siate trasformati in espertissimi di numeri e cose, è pur sempre un enorme passo in avanti.
Solo che a volte sarebbe auspicabile una maggiore discrezione e un minore sfoggio di sicurezze e prosopopea, soprattutto quando vi trovate di fronte a gente che, come me, di politica si è interessata sin dall'adolescenza, e non certo per "professione". Potreste almeno ricordarvi dove vi trovavate voi stessi fino a un paio d'anni fa, e, magari, forse, provare un onesto senso di vergogna. Così, giusto per ricordare che ogni tanto lo schifo, l'ignavia, la piaggeria come anche il disinteresse per la cosa pubblica, hanno fatto parte di voi, oltre che di molti altri.

venerdì 23 maggio 2014

23 maggio: ricordare Capaci 22 anni dopo


La nostra presenza ha il valore della testimonianza.



Che non è tutto, ma è molto in un mondo dominato dall'indifferenza, chiuso in se stesso, nei propri personalissimi problemi da microcosmo. Come se poi i problemi individuali non potessero avere una soluzione collettiva, nella gran parte dei casi almeno.


Quest'anno è ancora più evidente del solito la massiccia presenza di gruppi scout, che sono sempre presenti in queste occasioni. Non ho visto altri ragazzi. Nessuna scuola, nessuna altra realtà giovanile. E questo la dice lunga, credo, su quello che ci circonda.



Questa terra più di ogni altra vive senza respiro una realtà rarefatta, e lo diventa ogni giorno di più.
Restare è solo e unicamente un atto di amore. O di viltà.


giovedì 22 maggio 2014

vietato sporgersi


"Vietato sporgersi"
Quante volte ci si ritrova a leggere messaggi simili.
E quante volte il divieto diventa un desiderio di andare oltre, di scoprire l'ignoto, anche il pericolo. Più spensierati da bambini, tante volte abbiamo ignorato volutamente i tanti divieti, e così siamo cresciuti, mettendoci alla prova più e più volte, qualche volta ci è andata bene, altre meno. Ma abbiamo sempre trovato come medicare le nostre ferite.
E in fondo rimaniamo così anche da adulti, forse con meno ingenuità, ma con lo stesso desiderio di scoperta, con gli stessi occhi aperti allo stupore, con la stessa curiosità nell'animo, con lo stesso spirito di avventura. Sempre quando non ci facciamo annientare dalla consuetudine, dalla noia, dalla pesantezza.
E allora il divieto diventa solo un avviso di pericolo, una luce rossa che si accende per avvisarti di non spingerti troppo oltre, troppo in là. Come sul treno in corsa. 
Ma se mai nessuno si spingesse oltre, chi sperimenterebbe il vento tra i capelli, la vertigine del parapetto, la gioia immensa della felicità di un istante?



mercoledì 21 maggio 2014

Rosso


Rosso.
E fu così che il vento ce lo spinse addosso, quel caldo afoso che non si attendeva ancora per qualche mese. E invece era di nuovo qui, come ogni anno, prepotente nella sua sfacciataggine, furioso nel suo calore.
Eden non era ancora convinto che quello fosse il momento giusto, ma il tempo scorreva veloce e presto la scuola sarebbe finita, con il suo carico di scadenze troppo spesso eluse. Non c'era più tanto tempo.
Il vento caldo appiccicava gli abiti addosso, e risucchiava i pensieri lucidi dalla testa.
Ancora un mese e non l'avrebbe più vista. Ancora un mese e avrebbe dovuto abituarsi alle lente giornate, alla noia, ai pensieri rimasti ormai senza meta.
E lei invece era così bella! Leggera, ma così decisa nel suo incedere, sembrava quasi volare sfiorando il terreno, sempre sorridente. Eden la seguiva con lo sguardo, senza fiato. E si chiedeva come era potuto accadere di rimanerne folgorato in un istante, lui che nei colpi di fulmine non aveva mai creduto. Eppure ormai non c'erano più pensieri privi di lei.
Rosso. Rosso era il colore della sua passione, dei colori che usava per dipingere il suo sogno. Rosso il suo sangue, che sentiva scorrere caldo dalle ferite, ogni volta che doveva curarle. 
Rosso il vestito di lei, il giorno che lo scoprì svenuto appena dietro l'angolo della strada, dopo aver recapitato il suo quadro più bello. Un tramonto rosso sangue per lei.